ASD Canottieri Parco del Magra


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Il fiume Magra

La Magra
Questo breve brano sarà soltanto uno sguardo libero ed incantato su quanto si presenta, si muove, si incontra nel corpo della Valle di cui il fiume è il sangue vitale.
Certo, ve ne sono tante di vallate belle, forse anche più importanti e "nobili" in Italia; ma è sicuramente difficile trovarne molte che, come la Val di Magra, così copiosamente offrano scorci, emergenze, armonie, colori, ognuna con una propria storia e con una propria fisionomia e tuttavia fra loro concertate.
Una valle poi etnicamente unitaria, malgrado divisa entro due province. Eppure le condizioni fisiche sono, come in ogni valle, diverse, dal fondo valle al settore collinare, da quelle submontane a quelle propriamente montane, ognuna con un quoziente molto elevato di paesaggismo forte e fortemente indigeno.
E dunque la Magra, morbida e austera, osserva tutto quanto è situato, immediatamente vicino e no, sulle sue sponde, dai vigneti alle ville, dai castelli alle chiese, dalle torri ai palazzi, nel ricordo di uomini illustri, podestà, capitani, conti, marchesi che sono transitati sulle sue acque.
Su di una superficie di 1662 km² il bacino del fiume Magra può essere considerato di medie dimensioni per la regione appenninica. Il Magra occupa il fondo di una profonda depressione tettonica posta tra l'Appennino tosco-emiliano e quello ligure. In un passato lontano questo corso d'acqua probabilmente si prolungava oltre il Passo dei Carpinelli scendendo nell'attuale Garfagnana fino alla piana oggi occupata dal fiume Serchio.
Non vi è dubbio che il fiume Magra è in realtà costituito da due distinti sistemi, quello del fiume Vara che nasce all'interno del complesso delle Liguridi e il fiume Magra vero e proprio che presenta sue caratteristiche distintive almeno fino alla confluenza con il Vara. A valle, di questa, la Magra dopo aver percorso circa 15 km, acquista caratteristiche di maturità fino allo sbocco nel Mar Ligure. La forma del suo corso è quindi lineare per il fatto di occupare una depressione tettonica e al tempo stesso spezzata quando, attraversati i contrafforti del M.Grosso, si apre la strada nella pianura costiera formata dai suoi stessi sedimenti.
Il fiume Magra è un corso d'acqua a regime appenninico con piene autunnali e primaverili, periodi di magra durante la tarda estate e l'inverno con portate massime di 80-90 m³/sec. e minime sotto i 10 m³ in agosto e settembre. In alcuni casi sono state registrate piene superiori a 2000 m³/sec.
Il fiume Magra presenta acque di buona qualità grazie alla mancanza di grossi insediamenti industriali e alla velocità delle acque che ne consentono un veloce ricambio. Le acque provengono da terreni prevalentemente silicei 35 % (dominano nell'intero bacino le arenarie), quindi argilliti e marne il 25%: le formazioni calcaree rappresentano appena il 5%.

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